La storia del progetto Fattoria

Raccontare per bene il progetto significa necessariamente partire dal principio e, almeno accennare, le ragioni più profonde che ci hanno condotto fino a qui.
Dalla fine del 2013 la Fondazione Più di un Sogno, insieme alla Cooperativa Sociale Vale un Sogno, ha avviato una ricerca investigativa su quali servizi poter offrire a giovani e adulti con disabilità intellettiva di livello medio grave.
L’intenzione di questa analisi ha riguardato la creazione di un servizio che potesse essere una valida alternativa a quanto finora presente sul territorio ossia centri di occupazione (CEOD) a basso livello di interazione con il mondo esterno.
Il 15% circa dell’utenza in carico alla Fondazione, non può trovare risposte adeguate  e soddisfacenti nei percorsi di formazione e di inserimento lavorativo già in corso, ma necessita di interventi che sappiano fornire un’occupazione diurna significativa di altra tipologia. Nei confronti di questa utenza si rendono inoltre necessari contesti di residenzialità esterna alla famiglia con caratteristiche di tutela e di assistenza peculiari.
Proprio partendo da questa direzione è stata avviata la valutazione e programmazione di nuove ed innovative tipologie di intervento, come in questa forma della “fattoria sociale” che, nella normativa vigente, è indicata come struttura idonea a favorire l’inserimento e la riabilitazione anche di persone con disabilità.

Perché il mondo della produzione agricola è adatta ai nostri casi più gravi?

L’agricoltura come attività funzionale permette e favorisce l’inclusione lavorativa o l’occupazione di tipo inclusivo per persone con disabilità o svantaggio medio/grave perché caratterizzata da:

1. semplicità delle mansioni;
2. varietà e diversificazione delle mansioni: nella fattoria sociale trovano spazio le diverse inclinazioni di ciascuno, il lavoro è pensato in modo da essere diversificato in ambiti differenti;
3. scansione del tempo. La scansione del tempo agricolo aiuta le persone in difficoltà perché ricostruisce un rapporto con le stagioni e con il tempo;
4. ritmi di lavoro non incalzanti, non stressanti;
5. c’è interazione sociale: le attività agricole vengono svolte in gruppo;
6. attività fisica;
7. ottimismo perché c’è l’anticipazione del prodotto, l’aspettativa che seminare porterà alla nascita di una pianta. Nel lavoro agricolo si vedono ogni giorno dei piccoli risultati, una piantina che ha germogliato, una verdura pronta per essere colta. Tutto si evolve in modo armonico e continuativo;
8. senso di responsabilità verso una creatura vivente: la possibilità di prendersi cura di qualcosa che risponde alle nostre cure proprio perché vivo. Con l’agricoltura si creano relazioni non solo con altre persone ma anche con la natura stessa;
9. prodotto agricolo che non porta traccia delle difficoltà di chi l’ha coltivato, la disabilità o il disagio scompare.

Le attività cui contribuiscono i nostri ragazzi in fattoria:

INVERNO

  • pulizia delle piante officinali (erbe aromatiche e fiori) per la creazione di sali e tisane;
  • confezionamento di sacchettini profumati di lavanda;
  • sgranatura dei semi (girasole, papavero, mais, rosa canina, fagioli) a seconda delle necessità della produzione orticola;
  • pulizia ed etichettatura dei vasetti di prodotti trasformati;
  • preparazione confezioni da destinare alla vendita al dettaglio;
  • supporto nella vendita e nella distribuzione dei prodotti al dettaglio;
  • realizzazione di piccoli prodotti artigianali (vasi, biglietti augurali);
  • pulizia e riordino degli spazi utilizzati e del materiale dopo ogni attività ordinaria;
  • lezioni teoriche sulle piante, principalmente orticole e officinali (per quegli utenti in grado di partecipare).

PRIMAVERA E AUTUNNO

  • irrigazione delle piante dentro e fuori dal tunnel;
  • semina in vaso o nei contenitori alveolari;
  • creazione di talee (creazione di nuove piantine a partire da una piantina già esistente);
  • rinvaso delle piantine in vasi più grandi;
  • manutenzione delle piantine: piccole operazioni di potatura, diserbo manuale, togliere le foglie secche;
  • pulizia e riordino del tunnel;
  • collaborazione durante i laboratori didattici con i bambini (aiuto nel distribuire il materiale, partecipazione attiva nel presentare la fattoria e nel mostrare le attività da svolgere).

ESTATE

  • trapianto delle orticole nell’orto: le piantine vengono annaffiate, tolte dai contenitori e trapiantate nell’orto;
  • semina in campo a file (fare il solco, mettere il compost, seminare, richiudere il solco, annaffiare) e a spaglio;
  • diserbo manuale;
  • raccolta verdura di stagione;
  • preparazione dell’impianto di irrigazione, stendendo le ali gocciolanti lungo il campo;
  • pacciamatura: viene posizionata la paglia intorno alle piante già in campo per mantenere l’umidità del terreno e per evitare la crescita di piante infestanti;
  • raccolta fiori (camomilla, calendula, fiordaliso e lavanda) con apposito strumento;
  • raccolta erbe aromatiche (rosmarino, salvia, timo, basilico, maggiorana, ecc..) con l’uso di forbici;
  • pulizia delle verdure raccolte;
  • essicazione delle erbe officinali;
  • attività straordinaria legata al progetto colore: raccolta scarti della produzione orticola (in base alla stagionalità);
  • essicazione degli scarti nella macchina apposita;
  • trasferimento del materiale al mulino o macinatura in loco;
  • insacchettamento della polvere colorata.