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ADHD: uno sguardo oltre il sintomo

ADHD: uno sguardo oltre il sintomo

Un incontro organizzato dall’equipe delle professioniste del centro di valutazione e riabilitazione di Fondazione Più di un Sogno per dialogare e confrontarsi sui tanti fattori che interessano l’Adhd, il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività.

 

La giornata formativa si è tenuta sabato 28 marzo, presso la sede di Fondazione Più di un Sogno via Angelo Dall’Oca Bianca a Zevio.

L’incontro, dal titolo Dialogo tra modelli di pratiche cliniche: funzioni esecutive, regolazione emotiva e significato del sintomo, ha visto la partecipazione attiva di oltre una ventina di professioniste e professionisti.

A guidare il focus la dott.ssa Francesca Guaran, psicologa specializzata in Neuropsicologia dello Sviluppo, e il dott. Salvatori, psicologo e psicoanalista. Tanti i temi e le riflessioni emerse durante la giornata che hanno restituito una panoramica complessa e articolata su questa condizione.

Difficoltà di attenzione, intensa irrequietezza, scoppi di rabbia e impulsività compaiono, infatti, sempre più spesso nelle segnalazioni che giungono ai servizi clinici dalle scuole materne o primarie e/o dalle famiglie. Durante il percorso di osservazione e approfondimento, il professionista o la professionista può confrontarsi col dubbio che la diagnosi di “Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività” (o ADHD) sia insufficiente a comprendere la natura delle difficoltà del bambino o della bambina.

Tra gli aspetti sottolineati, c’è infatti il ruolo chiave che giocano l’ambiente di vita e le relazioni significative nello sviluppo delle capacità di regolazione emotiva e di autoregolazione.

Particolare attenzione è stata dedicata, durante l’incontro formativo, all’importanza di guardare al bambino o alla bambina nella sua globalità, andando oltre il sintomo per coglierne i bisogni profondi e il significato dei comportamenti nel contesto della sua storia e delle sue relazioni.

Erano presenti professionisti e professioniste provenienti da realtà vicine alla Fondazione, con cui nel tempo si è costruita una collaborazione solida e una rete informale a sostegno della presa in carico dei bisogni delle persone. La partecipazione di psicologi, logopedisti, neuropsicomotricisti, pedagogisti e insegnanti ha arricchito il confronto attraverso domande, esperienze e riflessioni provenienti da ambiti clinici, educativi e scolastici. Ne è emersa una visione dell’ADHD come realtà complessa, che non riguarda solo attenzione e comportamento, ma coinvolge anche emozioni, motivazione, relazioni e il percorso di crescita dei bambini.