Nella rubrica Storie Vere raccontiamo la storia di Giacomo, accompagnato da Fondazione Più di un Sogno nel suo Progetto di Vita.
Mi chiamo Giacomo, ho 32 anni e vivo a Verona con la mia famiglia e con mio fratello più piccolo Daniele, con il papà Emilio e mamma Loretta. La mia settimana è organizzata così: dal lunedì al venerdì lavoro in cooperativa, il sabato mi riposo e la domenica faccio un giro in bici, con la mia bici blu elettrico e arrivo anche in piazza Bra. Ho sempre il porta cellulare così posso sentire le mie musiche mentre vado con la bici. La musica è una cosa incredibile perché è bella e ti dà sempre energia. La domenica mi piace sedermi sulle panchine e mangiare la focaccia, poi vado a comprare il giornale per mia mamma.
Da bambino mi piaceva andare a scuola e stare con i miei compagni. Sono arrivato fino alle scuole superiori e poi, nel 2013, ho cominciato a lavorare in cooperativa. Da allora ne ho fatte di cose e di lavori, sono stato commesso da Rossetto e persino modello a Milano per OVS (per una campagna in co- branding con Valemour, marchio sociale di Fondazione Più di un Sogno, ndr).
Ora sono molto contento di essere stato assunto in cooperativa: mi piace tantissimo sapere di avere un lavoro e di ricevere il mio stipendio: mi fa sentire soddisfatto. Ogni mattina mi occupo delle etichette oppure di stampare con la stampa serigrafica. Mi sento bene qui, con i colleghi e poi c’è l’educatrice Francesca che dà dei consigli e tutti. Consigli anche molto seri. Io li ascolto e lavoro sodo, non sono mai stufo perché sono instancabile. Quando non lavoro, non sto mai fermo, anzi. Vado in bici e gioco a basket. Sono bravo e faccio tantissimi canestri, in fondo mi alleno da quando ho 15 anni. Seguo anche il calcio e tifo tantissimo per l’Inter. Quando gioca la mia squadra non ci sono per nessuno. E sono anche nervoso. Mi arrabbio quando perde, altre volte piango di gioia davanti alla tv. Scrivo anche un quaderno, il mio quaderno dell’Inter, dove descrivo quello che succede nelle partite. La cosa che mi fa più arrabbiare di tutte? Quando la mia squadra va in serie B.
Se devo dire qual è la mia passione più grande, non serve neanche pensarci: la mia chitarra arancione. Suono con il mio amico Mario, che è come un fratello per me. Suoniamo e cantiamo insieme canzoni dei “Sonohra” e ci dicono che siamo bravi.
Mi piace anche la danza e mi emoziono quando vado a vedere Giulia che balla. Giulia è la mia fidanzata, l’ho conosciuta in cooperativa qualche anno fa. E questo è un altro motivo per cui mi piace venire a lavorare. Anche i miei amici lavorano in cooperativa e sono importanti per me, molto importanti, alcuni come Mario sono dei fratelli. A volte, mi viene un po’ di tristezza perché alcune persone che ho conosciuto nella mia vita oggi non ci sono più, come il mio amico Andrea, con cui andavo spesso in campeggio. Al suo funerale ho detto al microfono in chiesa “Forza Hellas” perché a lui piaceva quella squadra lì. Ho perso anche una mia amica, Ludovica. Loro mi mancano sempre e ogni tanto penso a loro, così è come se fossero vicini che mi proteggono.
Tra i miei amici di adesso c’è anche Riccardo, con lui vivo in appartamento a San Giovanni. Gli voglio bene perché è simpatico anche se soffre per amore. Lo capisco, con la mia fidanzata Giulia abbiamo fatto anche delle litigate ma io credo che nell’amore bisogna impegnarsi per farlo trionfare. Come sogni per il futuro ne ho diversi: primo, mi piacerebbe lavorare con i computer. Secondo: sposarmi e avere una famiglia, terzo, imparare e fare cose sempre nuove. Il fatto è che non mi piace stare fermo. L’ho detto anche prima: sono instancabile!
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